[...immaginando un ipotetico epilogo...bacio, Iaia]
Cresceva Ebe facendo mercicomio delle sue carni per comprarsi la libertà non curandosi mai di quel che accadeva un metro sotto il suo sguardo.
La pausa pranzo del molle avvocato era terminata.
Lo spettacolo del cinquantenne che , mano sul gemello e brillìo d'occhiate, sorriso metallico e ciuffo scarduffato le regalava manate di stanchezza bianco latte,con pois verderame graffiati di sangue .
Scavò dalle budella l'amaro . Posandolo su ogni respiro, anche il più nascosto.
Non mutò espressione di un che. Si alzò, lasciando che lo sguardo dell'avvocato scorresse melmoso sulle sue natiche tonde e si avvicinò di lato, sorridendo di quel sorriso malizioso che aveva imparato ad indossare.
Afferrò le forbici dal comodino e, con un curva perfetta, le affondò in quel sacco d'arroganza ruotando il polso nell'ultimo affondo per fare più male.
Il corpo dell'avvocato iniziò a sussultare, gorgogliando. Lo guardò senza provare alcun sentimento mentre una schiuma di birra gli saliva alla bocca e i liquidi gastrici imbrattavano il pavimento.
Continuò a guardalo mentre la vita lo abbandonava.
Tesa, nei suoi polpacci fermi, cercò il telefonino nella borsetta .
Polizia ,disse, Buongiorno. Mi chiamo Ebe , ed ho appena ucciso un uomo.
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RispondiEliminaCresceva Ebe facendo mercicomio delle sue carni per comprarsi la libertà non curandosi mai di quel che accadeva un metro sotto il suo sguardo.
La pausa pranzo del molle avvocato era terminata.
Lo spettacolo del cinquantenne che , mano sul gemello e brillìo d'occhiate, sorriso metallico e ciuffo scarduffato le regalava manate di stanchezza bianco latte,con pois verderame graffiati di sangue .
Scavò dalle budella l'amaro . Posandolo su ogni respiro, anche il più nascosto.
Non mutò espressione di un che. Si alzò, lasciando che lo sguardo dell'avvocato scorresse melmoso sulle sue natiche tonde e si avvicinò di lato, sorridendo di quel sorriso malizioso che aveva imparato ad indossare.
Afferrò le forbici dal comodino e, con un curva perfetta, le affondò in quel sacco d'arroganza ruotando il polso nell'ultimo affondo per fare più male.
Il corpo dell'avvocato iniziò a sussultare, gorgogliando. Lo guardò senza provare alcun sentimento mentre una schiuma di birra gli saliva alla bocca e i liquidi gastrici imbrattavano il pavimento.
Continuò a guardalo mentre la vita lo abbandonava.
Tesa, nei suoi polpacci fermi, cercò il telefonino nella borsetta .
Polizia ,disse, Buongiorno. Mi chiamo Ebe , ed ho appena ucciso un uomo.
heh! ^^
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